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Sostegno psicologico nelle situazioni di crisi e lutto
La vita degli uomini è costellata di “crisi”, cioè di mutamenti negativi, più o meno improvvisi, delle condizioni esistenziali. Tutte le situazioni di crisi possono avere un andamento “fisiologico”, cioè essere “crisi acute” che vengono superate con le risorse biologiche, personali, sociali e spirituali a disposizione di chi le subisce o con le risorse professionali e di solidarietà dell’ambiente sociale in cui si vive, oppure possono avere un andamento “patologico”, cioè essere “crisi croniche” che molteplici fattori possono ritardare o bloccare nella loro risoluzione. In generale, una crisi non si risolve spontaneamente quando le risorse principali della persona in crisi non sono sufficienti a fargli fare le “scelte” necessarie a superare la vulnerabilità che la crisi stessa ha messo a nudo, e ad operare così quei mutamenti positivi che potrebbero “compensare” i cambiamenti negativi derivanti dalla crisi. Chi vive una situazione di crisi si sente quasi sempre in uno stato di vulnerabilità, di invivibilità o di perdita di senso dell’esistenza. Superare una crisi significa in generale fare le “scelte” necessarie a riavviare la vita ritardata o bloccata dai cambiamenti negativi che la crisi ha determinato. Uscire da una crisi ritardata o bloccata significa, in altri termini, rivivere. Un aiuto efficace per rivivere dopo una crisi consiste in un sostegno psicologico  che consenta di intervenire sugli stati d’animo di vulnerabilità, di invivibilità e di “non senso” della vita, integrando le insufficienti risorse biologiche, personali, sociali o domande delle persone in crisi in modo che possano “crescere” quel tanto che è loro necessario per integrare nella loro vita i cambiamenti che la crisi vi ha apportato.